Psicoterapia di gruppo
Preferisco chiamare questo incontro di gruppo ‘Nel tuo Centro: laboratorio psico-sociale’: un tempo ed un luogo protetto, dedicato alla sperimentazione del proprio ‘Sé sociale’, per la comprensione del proprio ‘Sé interiore’.
Lavorare in gruppo facilita la presa di coscienza e la libera espressione del singolo individuo che, nell’interazione con gli altri membri del gruppo, è supportato nel dare concretamente voce al proprio potenziale creativo ed evolutivo, mettendo a fuoco i propri fattori di inibizione, le ferite di relazione, le dinamiche compulsive, gli schemi cognitivi e i copioni disfunzionali.
“Quando alcune persone si trovano insieme per la prima volta in gruppo, di solito in quel luogo si respira un’aria di attesa, se non di disagio. Ognuno arriva vestito degli abiti e dei ruoli codificati nel quotidiano e in quei primi momenti la comunicazione avviene dentro canali standardizzanti dove non c’è autenticità. Questo tipo di comunicazione ‘istituzionalizzata’ consente ai partecipanti di non provare o limitare la propria ansia. Lentamente, con l’aiuto del conduttore, la comunicazione diventa più fluida, i rapporti incominciano a slegarsi, qualcuno butta la maschera e racconta aspetti più intimi di sé. In quel momento la vita del gruppo pone le premesse per un ulteriore sviluppo dei suoi partecipanti, che imparano a stare nella conflittualità – che significa compresenza degli opposti: in una parola, si impara la tolleranza. Si scopre poco per volta, attraverso un’intensa esperienza emotiva correttiva, che il gruppo è il luogo nel quale è possibile una trasformazione della relazione con il proprio ‘io’ e con l’altro.” – Beppe Sivelli –
Gli obiettivi cardine del e nel gruppo di psicoterapia sono:
1. La trasformazione dell’aggressività distruttiva in desiderio di comunicazione;
2. La ricerca di integrazione nella complessità e nella problematicità;
3. L’apertura di nuove vie (schemi cognitivi) e possibilità relazionali.
4) L’accettazione dell’ambivalenza e il saper vivere le contraddizioni (senza per questo sentirsi ‘incoerenti’);
5) (prendersi il rischio di) Andare dall’altra parte per capire cosa c’è dall’altra parte.
6) La scoperta che è possibile essere insieme nella diversità, sapendo di esserne una parte ben distinta, ma comunque parte della realtà del mondo con cui cercare l’Armonia, che come ricorda l’antico mito è il nome che Marte, dio della guerra e Venere, dea dell’amore, diedero alla figlia nata dalla loro storia d’amore.
