Insoddisfazione di vita/appiattimento emotivo/depressione

Insoddisfazione di vita/appiattimento emotivo/depressione

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È esperienza comune sentirsi qualche volta apatici, emotivamente affaticati, privi di energia e motivazione, “vuoti”. La chiamiamo “tristezza”, un’emozione che, come rabbia e disgusto, non piace a nessuno. Generalmente si tratta di uno stato transitorio dell’umore, conseguente a degli avvenimenti oggettivamente o soggettivamente negativi.

In alcuni casi, tuttavia, questa infelicità non è più un fatto occasionale, ma assume i caratteri di stabilità, totalità e profondità. Si parla allora di depressione.

La depressione può dipendere da fatti accaduti o da uno stile di vita insoddisfacente, ed avere quindi un forte legame contingente con eventi e situazioni “esterni” alla persona. Ma può anche nascere all’improvviso, indipendentemente dalle condizioni di vita. In questo caso (circa il 10% delle persone depresse rientrano in questa categoria), il problema sembra essere di origine organica, in specifico ormonale, come nel caso della depressione postpartum.

Che sia di origine organica o situazionale, l’aspetto più comune della depressione è la rassegnazione. Essere rassegnati significa sentirsi impotenti e comporta la passività, la stessa che ci domina di fronte ad una malattia che crediamo incurabile. Per cominciare ad uscirne, la mente ha bisogno soprattutto di stimoli, e con l’inattività e il ritiro la persona si autocondanna al ristagno della depressione, in un circolo vizioso.

La felicità non è un bagaglio cromosomico, né l’effetto di azioni casuali. La felicità è come un muscolo e si allena, e ancor più si allena il riconoscimento di quali sono le condizioni personali perché la felicità possa darsi: «Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità», come scrive Epicuro a Meneceo nella Lettera sulla felicità.

Il primo passo, obiettivo della psicoterapia, è conoscere a fondo la propria natura, comprendere se la vita che stiamo vivendo è incline alla nostra essenza o se invece ci stiamo snaturando vivendo la vita di qualcun altro, aderendo inconsciamente alle aspettative di qualcun altro, condizioni queste che non permettono, per definizione, la possibilità di essere felici.

La felicità, come la libertà, è una conquista: facciamola dipendere da noi.

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